Poesie da Alberi invernali
Donna senza figli
1 dicembre 1962
Il ventre
scuote il suo baccello, la luna
si distacca dall’albero senza una meta
Il mio paesaggio è una mano senza linee,
le strade avviluppate in un nodo,
il nodo io,
io la rosa che tu conquisti -
Questo corpo,
questo avorio
empio come il grido di un bambino
Simile a un ragno, filo specchi,
fedele alla mia immagine,
non emettendo altro sangue -
Assaggialo, rosso cupo!
E’ la mia foresta
mio funerale,
e questa collina e questa
luccicanti delle bocche di cadaveri.
Talidomide
8 novembre 1962
Oh mezza luna
mezzo cervello, luminosità -
negro, mascherato di bianco.
le tue oscure
amputazioni si arrampicano piano, spaventose -
come ragni,infide.
Quale guanto
quale coriaceità
mi ha protetto
da quell’ombra -
dagli indelebili boccioli,
falangi sulle scapole,
le facce che
irrompono nell’esistenza, trascinando
il reciso
animo sanguigno di assenze.
Tutta la notte mi scavo
uno spazio per la casa che mi è data,
un amore
di due occhi e uno strillo
Bianca bava
d’indifferenza!
I frutti scuri compiono il loro ciclo e cadono.
lo specchio si incrina da parte a parte,
l’immagine
fugge e abortisce come mercurio caduto.
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