Poesie da Alberi invernali

26 Ottobre 2007 pubblicato da Cristina



Donna senza figli
1 dicembre 1962

Il ventre
scuote il suo baccello, la luna
si distacca dall’albero senza una meta

Il mio paesaggio è una mano senza linee,
le strade avviluppate in un nodo,
il nodo io,

io la rosa che tu conquisti -
Questo corpo,
questo avorio

empio come il grido di un bambino
Simile a un ragno, filo specchi,
fedele alla mia immagine,

non emettendo altro sangue -
Assaggialo, rosso cupo!
E’ la mia foresta

mio funerale,
e questa collina e questa
luccicanti delle bocche di cadaveri.


Talidomide
8 novembre 1962

Oh mezza luna

mezzo cervello, luminosità -
negro, mascherato di bianco.

le tue oscure
amputazioni si arrampicano piano, spaventose -

come ragni,infide.
Quale guanto

quale coriaceità
mi ha protetto

da quell’ombra -
dagli indelebili boccioli,

falangi sulle scapole,
le facce che

irrompono nell’esistenza, trascinando
il reciso
animo sanguigno di assenze.
Tutta la notte mi scavo

uno spazio per la casa che mi è data,
un amore

di due occhi e uno strillo
Bianca bava

d’indifferenza!
I frutti scuri compiono il loro ciclo e cadono.

lo specchio si incrina da parte a parte,
l’immagine

fugge e abortisce come mercurio caduto.

  Clicca sulle stelline per esprimere il tuo giudizio
1 stella2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 voti con una media di 5 su 5)
Loading ... Loading ...

  Consiglia questo post ad una persona amica Consiglia questo post ad una persona amica

Pubblicato in Poesie |

Lascia un commento

Attenzione: i commenti devono essere approvati e questo può ritardarne la pubblicazione. Non è necessario inviare di nuovo il tuo commento.

  • Cerca nei post

Articoli recenti

Categorie

Archivi

Blogroll

Meta-Comandi


Premi il pulsante per entrare in chat.