Wendy Martin

19 Novembre 2007 pubblicato da Cristina



Sylvia Plath

Her Source: Women’s Studies, Vol. 1, 1973, pp. 191-8. Reproduced by permission
Criticism about: Sylvia Plath (1932-1963), also known as: Victoria Lucas, Mrs. Ted Hughes ‘God’s Lioness’ - Sylvia Plath, Her Prose and Poetry

(essay date 1973) In the following essay, Martin provides both a brief overview of The Bell Jar and examples of Plath’s poetry to illustrate the autobiographic and social context of her work. Challenging the “negative and even hostile judgment of Plath’s politics” levelled by some critics, Martin extols Plath’s talent and influence as “one of the leading American women poets since Emily Dickinson.”)

In recent years, cultists have enshrined Sylvia Plath as a martyr while critics have denounced her as a shrew. Plath’s devotees maintain that she was the victim of a sexist society, her suicide a response to the oppression of women, and her poetry a choreography of female wounds. Conversely, critics such as Elizabeth Hardwick and Irving Howe complain of her “fascination with hurt and damage and fury.” Hardwick can’t understand how Plath could persist in her bitterness toward her father years after his death and implies that it was sadistic, or, at best, self-indulgent, to publish The Bell Jar.
Leggi il resto di questo articolo »

  Clicca sulle stelline per esprimere il tuo giudizio
1 stella2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (ancora nessuna valutazione)
Loading ... Loading ...

  Consiglia questo post ad una persona amica Consiglia questo post ad una persona amica

Pubblicato in Inediti | Nessun commento »

Adrienne Rich

12 Novembre 2007 pubblicato da Cristina



di : Rhonda Pettit

In modo significativo tutti i poeti si occupano di trasformazione. Fare poesia coinvolge una trasformazione dall’esperienza o realtà percepita all’espressione verbale modellata dall’immaginazione e dalla tecnica del poeta. Tuttavia per Adrienne Rich la trasformazione va ben oltre l’atto di scrittura; si estende fino alla cultura in generale, attraverso la capacità poetica di confrontare i dati presupposti e offrire nuove visioni. Lei definì la propria poetica quasi all’inizio della sua carriera, nel 1971, con il saggio “Quando noi morti ci svegliamo: scrittura come re-visione” (”When We Dead Awaken: Writing as Re-Vision”).

Perché una poesia si concretizzi, perché un personaggio o una azione prendano forma, ci deve essere una trasformazione immaginativa della realtà che non è un atto passivo… Inoltre, se l’immaginazione deve riuscire a trascendere e trasformare una esperienza, deve proporre domande e sfide, deve concepire alternative, forse anche alla vita stessa vissuta in quell’istante.
Leggi il resto di questo articolo »

  Clicca sulle stelline per esprimere il tuo giudizio
1 stella2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 voti con una media di 5 su 5)
Loading ... Loading ...

  Consiglia questo post ad una persona amica Consiglia questo post ad una persona amica

Pubblicato in Inediti | Nessun commento »

« Articoli precedenti

  • Cerca nei post

Articoli recenti

Categorie

Archivi

Blogroll

Meta-Comandi


Premi il pulsante per entrare in chat.